martedì 22 maggio 2018

Totoesame, ovvero: che ci tocca nella prima prova?

Toto-esame: migliaia di  studenti del V anno di scuola secondaria superiore, ad un mese dalla prima prova, “studiano” quali possono essere gli argomenti in pole position. Vediamo le ipotesi più gettonate tra gli studenti.
Tra tutti prevale Pirandello per l’analisi del testo (Pirandello non è presente all’esame dal 2003), seguito da Italo Svevo e Giuseppe Ungaretti (quest'ultimo uscito già nel 2001 e nel 2006). 
Meno probabili sembrano le donne scrittrici (es: Alda Merini, Elsa Morante, Grazia Deledda e Oriana Fallaci)  e altri poeti del ‘900 che a cadenza periodica escono alla maturità (es. Eugenio Montale, Salvatore Quasimodo e Umberto Saba). Più facile, si pensa, che si riaffacci un nome poco presente nei programmi di quinta, come avvenuto con Giorgio Caproni nel 2017 e Claudio Magris nel 2013.
Vediamo gli anniversari legati a personaggi famosi, che potrebbero entrare in qualche modo nelle tracce di Maturità: durante la prima parte del mese di maggio in Tv e sui giornali si è parlato spesso dei 40 anni dal ‘Caso Moro’. Sono passati 200 anni dall’Infinito di Giacomo Leopardi, i 200 anni dalla nascita di Karl Marx, i 50 anni dalla morte di Martin Luther King e i 100 anni dalla nascita di Nelson Mandela.
Altre ricorrenze storiche importanti sono i 70 anni dall’entrata in vigore della Costituzione Italiana, i 100 anni dalla battaglia di Caporetto, durante la Prima Guerra Mondiale (in realtà è dell’ottobre 1917 ma ha fatto molto discutere durante quest’anno scolastico), i 100 dalla fine della Prima Guerra Mondiale. Ma non dimentichiamoci - cambiando argomento - i 20 anni dal lancio di Google.
per il tema di attualità, cosa possiamo aspettarci? Girano queste ipotesi: la morte di Stephen Hawking, bullismo e cyberbullismo, la violenza sulle donne, l’immigrazione, i social con pregi e difetti, mentre difficilmente verrà trattata l'attuale situazione politica del nostro Paese.
In ogni caso sappiamo che il Ministro (al momento è ancora tale, finché non si sarà formato un nuovo governo) Fedeli ha già scelto le tracce. La prima prova scritta si svolgerà mercoledì 20 giugno.
Le parole del Ministro al proposito: "Le prove, quindi, sono state elaborate tenendo conto dei nuclei tematici fondamentali delle diverse discipline, ma sono anche in correlazione con tematiche fondamentali per la crescita educativa e civile dei giovani".
Che dire? Studiamo e ripassiamo come se non ci fosse un domani e contiamo i giorni che mancano all'alba! 😜😱😭😬
La Redazione


mercoledì 9 maggio 2018

Diario di una genovese in Donegal


Finalmente, anche per le classi quarte dell'a.s. 2017/18, è arrivato il momento tanto atteso della vacanza studio in Irlanda: 10 giorni a Bundoran, nella contea Donegal, in host family, compresi di due giorni intensivi di college, dove avremmo imparato nuovi termini riguardanti il mondo del lavoro, quattro giorni di work experience in una struttura del posto, e due giorni di escursioni a Donegal Town e a Omagh, in Nord Irlanda, senza dimenticare le uscite serali e le ore di shopping passate a Dublino, il giorno della partenza.

Martedì 17 Aprile

Sono le 7.45 del mattino, e noi 31, accompagnati dalle prof. Gallino, Curti e Arcelli, siamo già in Piazza della Vittoria, lato Parador, pronti a mettere le valigie nel pullman, contenti per l'esperienza che ci aspetta. Salutato genitori e fratelli, ci dirigiamo verso l'aeroporto di Bergamo, dove prenderemo l'aero per Dublino, ma prima ci aspettano due orette circa di viaggio dove possiamo ascoltare musica (ad alto volume), parlare, e chissà, magari qualcuno dormirà pure. Siamo arrivati in aeroporto poco dopo le 10.00, io e altri due compagni abbiamo fatto imbarcare la valigia, mentre agli altri è stata applicata l'etichetta per mandare in stiva il bagaglio a mano. Dopodiché, dopo la dogana e la mia sorpresa di non aver fatto suonare il metal detector come mi succede spesso, abbiamo girato per l'aeroporto, curiosando un po' tra i duty free shops, ritrovandoci poi al gate B19 alle ore 12.40 circa. Dopo averci fatto passare, ci siamo diretti verso la navetta che ci avrebbe portato dal nostro aereo Ryanair, e finalmente, dopo del tempo sembrato eterno a furia di stare in piedi al caldo con borse e valigie addosso, alle 13.15 siamo seduti in aereo ad aspettare che parta. Posto 22F, mi posso ritenere fortunata, adoro stare dal finestrino e guardare il mondo dall'alto, peccato solo che sono dall'ala e non in fondo come piace a me, ma meglio che stare davanti dove non si sente praticamente niente dei movimenti dell'aero. 

Siamo decollati precisamente alle 13.44, con 14 minuti di ritardo. Purtroppo non siamo seduti tutti vicini a mo’ di comitiva, ma tutti sparpagliati, infatti io mi son trovata a scambiare qualche parola con una delle due persone che avevo di fianco. Siamo atterrati precisamente alle 15.05 ora irlandese (un'ora in meno della nostra), mentre il motore si è spento definitivamente alle 15.10, per poi averci fatto scendere per andare a prendere le valigie imbarcate. Non so per gli altri miei compagni, ma l'aver cambiato "mondo", sentire voci e vedere scritte in lingua diversa a distanza di solo due ore, mi ha fatto sorridere, come ogni volta che viaggio in questo modo. Dopo aver preso i bagagli, siamo andati verso il pullman che ci aspettava fuori dall'aeroporto di Dublino. È stato strano vedere il conducente sulla destra, e pensare di star andando contromano. Ci aspettano più di tre ore di viaggio prima di arrivare al College di Bundoran, e una pausa all'autogrill dopo un'ora e mezza. 

Siamo arrivati a scuola alle 20.30 circa, dove ci hanno diviso in due classi per il livello di inglese tramite i test che avevamo fatto a scuola a Genova, e ci han spiegato il programma dei 10 giorni. Dopodiché, sono venuti a prenderci le host families e portato a casa. La famiglia che mi ha ospitato, è stata molto gentile, è venuta a prenderci solamente Dee, mentre a casa ci aspettavano Paddy e il figlio James. Nonostante fosse tardi, io e la mia compagna di stanza Eleonora della 4Dt, abbiamo mangiato la pasta irlandese, simile ai pansotti ma con un sugo differente composto da molti ingredienti. 

Mercoledì 18 Aprile

Sono le 9.30, e ci ritroviamo a scuola per la prima lezione intensiva di inglese. Abbiamo appreso nuovi vocaboli sul mondo del lavoro, e a metà mattinata, abbiamo fatto merenda con the, biscotti e muffins. Abbiamo anche pranzato nella mensa con chicken nuggets, formaggio e salumi, e siamo stati almeno mezz'oretta a parlare nel giardino o a giocare a calcio. Alle 17:00 le famiglie ci hanno riportato a casa a mangiare, e alle 19:30 ci siamo ritrovati davanti al bowling, per ritornare alle nostre nuove case per le 22.00 circa.

La cena, oggi, è stata preparata dal figlio James, a cui piace cucinare; abbiamo mangiato un hamburger con insalata e patatine. 

Giovedì 19 Aprile

Come il giorno precedente, ci siamo radunati a scuola per l'ultimo giorno di lezione, a pranzo, però, abbiamo mangiato la pasta con panna e prosciutto, per poi andare  in giardino per la ricreazione, riprendendo poi le lezioni. Alle 17:00, non sono venute le famiglie, poiché siamo andati a fare una passeggiata verso l'oceano, e alcuni di noi, tra cui la sottoscritta, hanno messo i piedi nell'acqua gelida, ma quando mai ti può ricapitare? Meglio non farsi sfuggire l'occasione. Alle 18.00 siamo ritornati a scuola e le host families ci hanno riportato a casa. 

Venerdì 20 Aprile

Primo giorno di work experience, c'hanno diviso in tre gruppi, il primo andava col pullmino della scuola, e gli altri due  a piedi ma in direzioni opposte con accompagnatori della scuola. Alle 9.30 circa avremmo dovuto tutti iniziare, ma ovviamente alcuni di noi sono arrivati un po' in ritardo poiché dovevamo accompagnare i nostri compagni che venivano prima della nostra struttura. Io ho lavorato nel supermercato SuperValu, un negozio di alimentari, con Irene della 4Ageo. Alle 16:00 abbiamo lasciato il posto di lavoro dirigendoci a scuola a piedi, e alle 17.00 le host families ci sono venuti a prendere. La sera, ci siamo radunati al cinema Eclipse e abbiamo visto il film Rampage, di genere fantasy, molto bello, e alla fine, le famiglie ci hanno riportato a casa.

Sabato 21 Aprile 

Sono le 8.00 e siamo sul pullman, diretti ad Omagh in Irlanda del Nord. Al mattino dovremmo visitare il museo Ulster American Folk Park, sulla storia dell'immigrazione degli irlandesi in America; mentre al pomeriggio dovremmo fare shopping per la città. 

Il museo è stato molto interessante, purtroppo non abbiamo avuto tempo per comprare souvenir per la città, però, alcuni di noi, chi si è preso da mangiare al bar o qualche oggetto nello shop del museo, ha potuto comunque ottenere come resto, delle sterline per tenerle come ricordo, come ho fatto io. Alle 17:00 siamo ritornati a scuola, per poi rientrare alle case. 

Domenica 22 Aprile

Oggi si va a Donegal Town principalmente a fare shopping poiché non è stato possibile il giorno prima, e chi vorrà potrá anche visitare il castello. Siamo arrivati a destinazione alle 14.58, io e altri sette compagni siamo andati a visitare il castello, per poi dividerci e girare i negozi della città come stavano già facendo gli altri. Alle 18.00 circa, ci siamo diretti tutti verso il pub, abbiamo cenato prevalentemente con chicken nuggets, insalata e patatine, e alcuni di noi maggiorenni hanno preso anche la birra Guinness. Alle 21:00 siamo ritornati a scuola e da lí siamo rientrati con le famiglie. 

Lunedì 23 Aprile

Secondo giorno di work experience, sempre nella struttura di venerdì, per me e Irene, al SuperValu. Alle 16:00 abbiamo lasciato il lavoro, e alle 17:00 ci sono venuti a prendere da scuola. 

Come cena, abbiamo portato un po' d'Italia, poiché io e la mia compagna abbiamo cucinato la pizza, molto gradita da loro. 

Martedì 24 Aprile

Terzo giorno di lavoro, con gli stessi orari del giorno precedente. 

La sera, io e Eleonora, abbiamo mangiato l'Irish Stew, molto simile allo stufato italiano, cucinato da James.

Mercoledì 25 Aprile

Ultimo giorno di lavoro, ma anche l'ultimo del nostro soggiorno a Donegal. Alla sera, ci siamo ritrovati a scuola, ci siamo divisi nelle due classi, inizialmente, la mia ha giocato al gaelic football mentre l'altra imparava la danza irlandese. Ci siamo divertiti, il primo, l'ho considerato un misto di calcio, pallavolo e basket, la danza è stata un po' difficile perché erano tutti passi precisi. Alla fine delle due ore, ci hanno consegnato a mensa i diplomi e ci han dato da mangiare dei piccoli panini con l'uvetta. Dopodiché, le families ci han riportato a casa.

Come ultima cena in Irlanda, abbiamo mangiato carne e patate normali e dolci.

Giovedì 26 Aprile 

Sono le 7:00 del mattino, host families già salutate e valigie già in pullman, ci aspettano tre ore di viaggio per ritornare a Dublino. 

Qui, ci hanno lasciato tre ore per girare il centro e vedere i negozi, dopo di che, alle 14.15, abbiamo iniziato a dirigerci verso l'aeroporto. Dopo aver passato la dogana, abbiamo fatto dei giri nei duty free shops. Alle 17.00 il gate avrebbe dovuto aprire, ma ha avuto 35minuti di ritardo. L'aereo, sarebbe dovuto partire alle 18:00, ma abbiamo decollato alle 18.50. Come alla partenza, siamo sparpagliati, ma comunque ho fatto amicizia con una ragazza della mia età, seduta vicino a me di nome Sara. Il mio posto, doveva essere 04B, ma sono riuscita a scambiarmi, e invece che ritrovarmi al centro, sono fortunatamente ricapitata dal finestrino. Prendere l'aereo di notte, per me, è stata una bella esperienza, mi è piaciuto molto vedere le luci delle città, soprattutto alla fine, quando le luci dell'aereo erano spente. Alla fine, siamo atterrati a Bergamo con solo 30 minuti di ritardo rispetto a quelli iniziali. Scesi dall'aereo, la navetta ci ha portati dentro il terminal a prendere le valigie, e ci siamo poi diretti in pullman che dopo due orette, ci ha riportati a Genova. All'1:15 di notte, infatti, dopo un viaggio lunghissimo, abbiamo potuto di nuovo abbracciare le nostre famiglie. 

Per me, è stata una bella esperienza, poiché ho potuto conoscere posti nuovi e fare esperienze che non avrei mai pensato di poter fare, ho potuto conoscere meglio alcuni miei compagni di scuola, ma soprattutto conoscere persone di un altro paese, con le quali farò in modo di rimanere in contatto. È stato interessante conoscere le abitudini irlandesi anche se magari, soprattutto all'inizio, possa essere sembrato un po' duro l'impatto del cambiamento dalle nostre, e cosa molto importante, mi ha dato la possibilità di mettere alla prova il mio inglese, poiché, si sa, un conto è impararlo sui libri, un conto è impararlo vivendo un’esperienza all’estero.

Lucia Schifano, IV E tur


lunedì 5 marzo 2018

LA NETIQUETTE, QUESTA SCONOSCIUTA

Dal bel blog di Andrea Cartotto abbiamo scaricato questa utilissima guida che espone in modo chiaro e immediato i principi della "netiquette". Ma cosa significa questa parola? Si potrebbe definirla "il galateo della rete", ossia le regole basiche per muoversi (senza cacciarsi nei guai) nel variopinto mondo di internet. Cari lettori del giornalino, cosa ne pensate? Se avete dubbi o domande, scrivete al nostro indirizzo e proveremo a rispondervi.
La Redazione



giovedì 1 marzo 2018

Mazzini e il Risorgimento ricordati a Staglieno (Associazione per Staglieno)


Il cimitero di Staglieno era considerato a metà dell’800 uno dei più bei cimiteri europei per la vastità di artisti che qui lavoravano il marmo in maniera esemplare, creando dei veri e propri capolavori per onorare la memoria della grande borghesia genovese, tanto da essere chiamato Monumentale.


Purtroppo, nel corso degli anni, l’incuria e la natura senza controllo hanno nascosto alla vista dei passanti molti monumenti, ed è per questo motivo che nel 1998 è nata l’Associazione Per Staglieno, apolitica e senza fini di lucro, che ha come statuto la valorizzazione e la tutela del patrimonio presente a Staglieno.  Per far ciò, una trentina di volontari si danno appuntamento ogni mese, armati di cesoie, rastrelli, vanghe, motoseghe e decespugliatori, per ripulire monumenti e cappelle abbandonate, la cui conservazione rischia di essere compromessa dalla crescita incontrollata delle piante.


Collegata alla pulizia, c’è l’attività della ricerca, che ha permesso la riscoperta di opere e personaggi caduti nell’oblio, ma che con il loro operato hanno dato lustro alla città di Genova quando questa era regina indiscussa del Mediterraneo.

Questo evidenzia l’intreccio che lega la cultura cittadina alla storia racchiusa nel cimitero.

Tra tanti personaggi di una certa rilevanza, uno spicca sopra tutti gli altri: Giuseppe Mazzini. Ed è in occasione del 146° anniversario della sua morte, avvenuta a Pisa il 10 marzo 1972, che l’Associazione indice una manifestazione, invitando le scuole, per rivivere un momento glorioso del nostro Paese, visitando le tombe di alcuni personaggi che sono stati gli artefici dell’Unità d’Italia e qui sepolti.

Molti di questi eroi morirono per lasciarci un Paese unito.

Se oggi l’Italia fa parte dell’Europa, è anche merito di questi personaggi che più di centocinquant’anni fa partirono lasciando le proprie famiglie per andare a combattere. Oggi è difficile immaginare un sacrificio simile e lo si può capire leggendo la storia e visitando questo luogo.

E proprio facendo visitare questo “museo a cielo aperto”  l’Associazione Per Staglieno spera di unire generazioni nuove e meno nuove in un’affascinante scoperta di vicende passate.



Sara Pomati, III D tur

giovedì 22 febbraio 2018

Notizie su cui riflettere

In questi giorni* mi sono documentato molto sulle notizie di attualità per informarmi meglio e provare a svolgere questo mio primo articolo il meglio possibile.
Non è mio solito leggere i giornali, perché, ad essere sincero, non mi interesso molto a fatti di cronaca, gossip o attualità; però in questi  giorni ho scoperto molte cose e, purtroppo, dalla maggior parte di queste sono rimasto colpito negativamente .
Le notizie di cui si è parlato erano di vario genere, ma quelle di maggior tendenza sul sito on line “La Repubblica”, quello che ho consultato maggiormente, riguardavano innanzi tutto l’attentato in Afghanistan, che è un fatto tragico per l’attualità, perché testimonia che in alcuni paesi del mondo  vi è tutt’ora presente un evento spaventoso come la guerra.
A morire in questa tragedia sono state 103 persone e 235 sono i feriti.  La situazione si trascina già da un po’ in questo paese tormentato dalla guerra; anche nostri soldati italiani sono stati inviati da tempo per presidiare quel territorio, e alcuni sono tra quei morti. Questa volta ad aggredire è stato un gruppo di militanti, che ha attaccato la sede delle forze armate
Un’altra notizia di tendenza, che è circolata ovviamente su tutti i giornali, è quella della morte del novantunenne Inguar  Kamprad, creatore dell’azienda multinazionale dell’IKEA, da lui progettata  a 17 anni, nel 1943. Questa notizia è meno tragica, rispetto a  quella di prima, ma colpisce comunque, perché tutti abbiamo in casa qualcosa che proviene dalla sua idea innovativa di mobilia "fai da te".
Un’altra situazione che si trascina da tempo, ma in questo caso nel mondo sportivo, sono i risultati negativi della Roma, che sembra irriconoscibile rispetto a quella squadra che tanto si era apprezzata per il bel gioco due mesi fa; un cambiamento, però in positivo, stavolta lo ha subito il Milan, dato che anche domenica è riuscito a riscuotere una vittoria contro una delle squadre più in forma del campionato: la Lazio.
Ma abbandoniamo il mondo sportivo e citiamo un evento ben più tragico riportato da tutti i giornali, riguardante il deragliamento del treno nei pressi di Milano, che ha provocato la morte di 3 persone e 50 feriti.
Però la notizia che più mi ha colpito e su cui vorrei soffermarmi, è quella della ragazza violentata dal padre nei pressi di Frosinone. Una ragazza di 14 anni ha deciso tramite un tema, anche stimolata dalla traccia dettata dalla professoressa, di raccontare degli abusi su di lei effettuati da parte del padre.
“Scrivi una lettera a tua madre dicendole ciò che le vorresti dire”: è questa la traccia che ha permesso alla ragazza di raccontare le violenze che il padre aveva commesso su di lei.
Il padre era un agente penitenziario, allontanato dal servizio per il vizio del gioco d’azzardo; questa volta l’accusa, però, era molto più grave, infatti la ragazza lo accusava di aver abusato di lei, e non solo una volta.
La prima accadde una mattina, in cui la ragazza non era andata a scuola, e l’uomo se ne approfittò; questo continuò anche altre volte, come racconta la ragazza, che afferma che il padre ormai la aggrediva anche se restavano, anche per cinque minuti, soli in casa. La ragazza sostiene di essere stata abusata almeno 6 o 7 volte, nonostante la Polizia ne abbia riscontrato solo due.
Io subito mi sono chiesto come mai non abbia denunciato prima l’accaduto; la risposta è già stata data, infatti la ragazza aveva già detto tutto alla sorella, confessandole anche che non avrebbe detto nulla "per non turbare l’armonia famigliare"! Il padre, pochi giorni dopo queste accuse, quando la vicenda è trapelata sui giornali, è stato trovato impiccato.
Il mio giudizio ed il mio pensiero al riguardo è che la ragazza ha avuto un grande coraggio a scrivere tutto ciò e ha fatto bene; riguardo al padre, credo che con il suo gesto non si è neppure preso le responsabilità dell’accaduto.
Penso che questi fatti non debbano più accadere, perché sono eventi drammatici. Inoltre se accadono bisogna subito denunciarli, non portarli avanti, per vari motivi, durante il corso del tempo, peggiorando la situazione.

*Come fonte di queste notizie ho usato la piattaforma on line “Repubblica.it” e ho scritto l'articolo il 29 gennaio
Andrea Ciani  3 D tur

lunedì 19 febbraio 2018

A spasso tra le news

Per preparare questo articolo, mi è stato chiesto, come compito da svolgere a casa, di leggere i giornali delle ultime settimane (versione cartacea e online).
Mi sono particolarmente soffermato sul quotidiano Il Secolo XIX, che mio padre compra abitualmente, ho seguito con più interesse del solito il TG, e ho anche provato a leggere qualche articolo online, ma sono stato distratto dalle notizie sul calcio... 😏

Le prime pagine dei giornali nel weekend erano riempite con articoli sulla politica, in particolare sulle prossime elezioni; argomento del quale non sono ancora riuscito a farmi un' idea personale.
Ho letto in particolare un articolo riguardante una “renziana”, Sara Manfuso, che ha deciso di rifiutare la candidatura come capolista del collegio Lazio2, pur di non affrontare il deputato di “Liberi e Uguali” Alfredo D'Attorre, suo ex marito e padre di sua figlia.

Un fatto di cronaca che mi ha colpito è stato il maxi tamponamento di sabato mattina sull'A26. Nel tratto tra Ovada e Pra, un incidente è costato la vita a un giovane ventenne originario del Salvador. Il ragazzo, secondo le indagini della polizia stradale locale e del maresciallo Maresca, sostava senza cintura nei sedili posteriori dell'automobile guidata dalla madre.
Al momento non ci sono indagati, ma verranno analizzati circa 100 veicoli.

Sabato 27 gennaio, una delle notizie più in rilievo era sicuramente la celebrazione del giorno della memoria; data in cui vengono ricordate le catastrofi e i drammi provocati dall'olocausto. 
Fin da bambino sono sempre stato affascinato e toccato moralmente da questo tema.
Stiamo parlando di una delle più grandi tragedie mondiali di tutti i tempi.
Un periodo spaventoso che, a parer mio, merita di essere ricordato in memoria di tutte le persone che hanno perso la loro vita inutilmente, nella speranza che mai più si possano ripetere atrocità simili...
E come disse Primo Levi, anch'io mi chiedo “se questo è un' uomo”.
Ho letto che di recente è stata emanata una nuova legge, nella quale è espresso che attribuire alla Polonia (terra occupata dai nazisti durante la II guerra mondiale) gli orrori avvenuti nei campi di concentramento e di sterminio è diventato illegale e si rischiano fino a 3 anni di reclusione.

Chi si affacciò al nazismo durante la sua giovinezza, definendolo poi il più grande errore della sua vita fu Ingvar Kampard, il fondatore di “IKEA”, morto a 91 anni.
Storia interessante la sua, a 5 anni comprava e rivendeva fiammiferi, a 9 vendeva salmoni a domicilio, da sempre appassionato dal legno, figlio di un guardaboschi, imparò a costruirsi i mobili da solo...Prima una sedia, poi un tavolino, per arrivare nel 1943 a dare vita nella sua città natale, alla ormai nota IKEA.

Nahuel Coppolino 
III D tur